La Casina delle Rose

| di La Redazione
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Situato proprio sotto l’acquedotto del Nottolini a Sorbano del Giudice, il ristorante Casina delle Rose era, già tanti anni fa il principale punto di riferimento per chi volesse gustare un buon piatto di anguille o di ranocchi; oggi, probabilmente, è rimasto l’unico a proporre queste specialità e ora,  punto di riferimento lo è anche per la cucina tipica lucchese e non solo.

Generalmente, preferiamo non andare a cena nei ristoranti la domenica sera perché, in genere, può essere più “rischioso”, ma domenica scorsa abbiamo deciso di provare.

Superato un breve tratto di strada sterrata che costeggia l’acquedotto, arriviamo ad un ampio parcheggio che è d’obbligo vista la grande affluenza di clienti: il posto è rustico, ma decisamente accogliente ed il personale ci riceve sorridendo e con molta gentilezza.

L’ambiente è caldo e piacevole e, pur essendo molto grande e ci siano molti avventori, non è chiassoso.
Fuori, dispone di un'ampia veranda all'aperto immersa nel verde, utilizzata nei mesi estivi, e di un grande giardino che, potendo esser allestito con gazebi, è certamente uno spazio dedicato all'organizzazione di cerimonie.

Nonostante il locale non sia ancora pieno, veniamo fatti accomodare ad un tavolo, a nostro avviso, troppo di passaggio, ovvero di fronte alla porta dell cucina, nel corridoio tra l'ingresso e le tre sale principali; immaginiamo per praticità dei camerieri, ma nel corso della cena è risultato esser meno pratico per noi, in quanto il continuo passare di inservienti e clienti era un po' fastidioso.

Una focaccina molto fine e friabile fatta da loro, buonissima, ci fa ingannare il tempo in attesa degli antipasti, ma nemmeno dopo mezz’ora dal nostro ingresso, stiamo già mangiando; la scelta dei piatti, sia di terra che di mare è ampia e soddisfacente e solo la festa di compleanno di un nostro amico, nel pomeriggio, ci impedisce di ordinare più di quanto abbiamo fatto in realtà.

L’antipasto di mare caldo è veramente enorme e vario; è servito su grandi piatti composti da tartine, e tortine, gustose, ma dagli ingredienti non facilmente distinguibili, una fetta di pane casalingo tostata e guarnita di vongole, del salmone affumicato e speziato, una capasanta gratinata, e due “involucri” di carta stagnola contenenti rispettivamente cozze alla marinara e baccalà alla livornese.

Il risotto di un nostro commensale è abbondantissimo e con molto pesce, gli astici alla catalana di frutta e verdura, nonostante non fossero conditi con nessun tipo di salsina, sono oltre che freschissimi, veramente saporiti.
Saremo costretti a tornare per valutare i piatti di terra e la cantina, ma la cosa non può farci altro che piacere.

Il conto è stato onesto, il che fa sì che il rapporto qualità/prezzo sia abbastanza buono.
 
Per correttezza di informazione non possiamo però sorvolare su alcune cose che potrebbero, a nostro avviso, essere migliorate:  i cartocci di alluminio nel piatto degli antipasti di mare caldi sono piuttosto scomodi se decidi di mangiarli per primi, e notevolmente ingombranti (non vedi cosa c’è dietro) se decidi di mangiarli per ultimi. Riteniamo che sarebbe preferibile servirli in un piccolo piatto a parte.

La  verdura della catalana, se non la polpa dell’astice,  condita con vinaigrette o semplice olio, limone (o alcune gocce di aceto balsamico), sale e pepe, risulterebbe molto più “vivace”.

Molto difficoltoso poi, mangiare un astice abbastanza grande in un piatto abbastanza piccolo; la coda e le chele stavano completamente fuori dello stesso e la difficoltà è stata acuita dal fatto che non avevamo niente a disposizione dove poter mettere gli scarti.
 
Locale consigliato con raccomandazione di prenotare sempre e, possibilmente, con notevole anticipo.

La Redazione

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