Vivere la città. Quando l’arte fa la differenza!

| di Mirko Mugnani
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Nel corso dei secoli, le città, hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale, all’interno della nostra vita. Basti pensare alle continue rivoluzioni che, originandosi da piccoli focolai, hanno raggiunto ben presto ampie fette di popolazione urbana ed extraurbana.
Attualmente, quest’ultime, sono da sempre oggetto di riflessioni, da parte di sociologi e psicologi; come dimostra la “sociologia urbana”. Quest’ultima, di fatto, è quella branca delle scienze sociali che studia le comunicazioni inter-societarie della vita cittadina, all’interno delle aree metropolitane (considerando altresì gli effetti di quest’ultime sul tessuto politico, etnico e sociale).
Nel panorama italiano, gli agglomerati urbani, rappresentano, inoltre, uno spaccato di storia molto importante, che il più delle volte non viene valorizzato.

Basti pensare agli innumerevoli beni architettonici, di cui l’Italia è ricchissima. Il nostro paese, senza ombra di dubbio, potrebbe arricchirsi notevolmente, grazie alla propria fortuna (ma non lo fa). La Germania, Gli Stati uniti, la Cina, non hanno questo immenso potenziale artistico, che spesso (in Italia) è sottovalutato. Basterebbe valorizzare la nostra arte, per incrementare di alcuni punti percentuali il PIL Nazionale. Allo stesso modo, inoltre, non sarebbe male “rivitalizzare” i centri storici, tramite nuove iniziative e attraverso l’apertura di ulteriori centri di aggregazione.

Alcune realtà, di fatto, sono carenti da questo punto di vista.

Limitare il propagarsi di locali, musica notturna e manifestazioni popolari, porta alla morte del centro abitato stesso. L’economia urbana, a rigor del vero, va “incrementata” e valorizzata, attraverso delle politiche attive di “ampliamento” del business. La semplice apertura di una libreria, ad esempio, può aiutare e contribuire alla “diffusione” della cultura, generando un introito non solo in termini monetari, ma anche culturali (formando dei cittadini consapevoli e responsabili).
E’ quindi necessaria una “rivitalizzazione” dei nostri gioielli, che al lungo andare potrebbero perdere il proprio valore effettivo, di utilizzo e di “ricavo”. Passeggiando per le strade cittadine, per i mercati rionali, per i negozi o semplicemente guardandoci intorno, noteremo un valore inestimabile, non solo quantificabile in termini economici, ma squisitamente umani.
Non dobbiamo, quindi, perdere ciò che ci è di più caro, nonostante la situazione europea delicata e i vari trattati di stabilità, che annientano la nostra fame di rivalsa.

Mirko Mugnani

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